Dal 6 marzo al 1° novembre
Smart Space - spazio espositivo
Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia
via Carducci, 2 - Gorizia
INGRESSO GRATUITO
Lunedì-Venerdì | 16.00-19.00 (visite alle ore 16 e 17.30)
Sabato-Domenica | 10.00-13.00 e 16.00-19.00 (visite alle ore 10, 11.30, 16 e 17.30)
In occasione dell'apertura dell'esposizione, si terranno delle speciali visite guidate, a cura di Cristina Feresin, che ne approfondirà i contenuti e offrirà al pubblico uno sguardo più dettagliato sull'artista, venerdì 6 marzo alle ore 17, sabato 7 marzo alle ore 17 e domenica 8 marzo alle ore 11.
Per prenotare la visita:


La Fondazione si è posta l’obiettivo di esplorare l’universo culturale formatosi in particolare nella seconda metà del XX secolo nel territorio goriziano, segnato da una linea di confine che ha separato senza dividere. Un confine che ha contribuito alla nascita di una realtà capace di ibridare le culture austriaca, slava, latina e friulana, rifiutando la logica della divisione e trovando una propria sintesi artistica, al di fuori delle tradizionali esperienze nazionali e internazionali del secondo dopoguerra che hanno contraddistinto la cultura occidentale.Smart Space - spazio espositivo
Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia
via Carducci, 2 - Gorizia
INGRESSO GRATUITO
Lunedì-Venerdì | 16.00-19.00 (visite alle ore 16 e 17.30)
Sabato-Domenica | 10.00-13.00 e 16.00-19.00 (visite alle ore 10, 11.30, 16 e 17.30)
In occasione dell'apertura dell'esposizione, si terranno delle speciali visite guidate, a cura di Cristina Feresin, che ne approfondirà i contenuti e offrirà al pubblico uno sguardo più dettagliato sull'artista, venerdì 6 marzo alle ore 17, sabato 7 marzo alle ore 17 e domenica 8 marzo alle ore 11.
Per prenotare la visita:
Sguardi nascosti consente di mettere a disposizione del pubblico opere in gran parte mai esposte prima, poiché custodite all’interno di collezioni private.
Il percorso si configura come uno strumento significativo di approfondimento del panorama artistico dell’epoca, portando alla luce anche quella parte rimasta finora invisibile e poco studiata. Lo sguardo si amplia oltre il territorio goriziano attuale, abbracciando il Friuli e la Venezia Giulia, realtà che hanno saputo dialogare con il contesto goriziano e con quello oltre confine.
Il recupero dell’identità è il risultato del lavoro di elaborazione e di attualizzazione messo in atto dagli intellettuali dell’epoca.
Nato a Villanova del Judrio nel 1916, Cesare Mocchiutti si accosta alla pittura nel secondo dopoguerra, da autodidatta, inizialmente con la grafica e con la caricatura. Si trasferisce a Gorizia e comincia a frequentare il Caffè Teatro e l'ambiente artistico animato da promotori come il pittore Tullio Crali e il critico Curzio Cossa.
Nel 1946 partecipa al premio di pittura Dama Bianca in Borgo Castello e, negli anni seguenti, a numerose manifestazioni organizzate a Palazzo Attems: nel 1947 è presente alla Mostra della Montagna e allestisce la sua prima personale in cui espone quaranta opere. Nel 1948 partecipa alla Mostra regionale d’arte moderna del Friuli Venezia Giulia.
Nel 1951 viene ammesso alla Quadriennale di Roma, nel 1953 partecipa alla Biennale Triveneta a Padova. In questo periodo si definiscono i temi centrali della sua produzione: i bracconieri, i cantastorie, la caccia, il fiume, i corvi, la campagna. Fa parte dell’Associazione Provinciale Artisti Isontini (APAI), molto attiva nella vita culturale goriziana.
Nel 1955 è nuovamente presente alla Quadriennale, vince il Premio Enpas e realizza una personale alla Galleria Odyssia di Roma. Nel 1959 partecipa alla Quadriennale presentando una delle sue opere più significative, Il Bracconiere.
Dal 1961 al 1981 insegna decorazione pittorica all’Istituto statale d’arte di Gorizia. Negli anni Sessanta espone in numerose mostre e aderisce a iniziative artistiche del gruppo transfrontaliero 2XGO e del progetto artistico Intart.
Nel 1970 espone oltre cento dipinti in un’importante personale a Gradisca. Negli anni successivi si dedica anche alla scultura in bronzo, alla ceramica e alla grafica. Tra gli anni Ottanta e Duemila continua a esporre in diverse sedi del Friuli Venezia Giulia.
Nel 2004 pubblica la raccolta di racconti Il Bracconiere. Il suo mondo il suo tempo.
Muore il 2 giugno 2006 nella sua casa studio di Mossa.
Sguardi nascosti, attraverso le opere dell'artista, ci restituisce il suo mondo in tutta la sua splendida essenza, e il suo alto valore artistico, etico, morale, tutt’ora attualissimo.
La Fondazione Carigo è lieta di annunciare un nuovo, prestigioso capitolo all’interno del percorso espositivo “Gorithia. Tra le pieghe del tempo”. A partire da sabato 31 gennaio, lo Smart Space si arricchirà di un tesoro documentario di inestimabile valore: il manoscritto "De ludo scachorum" di Luca Pacioli, concesso in prestito dalla Fondazione Palazzo Coronini Cronberg.
L’arrivo di quest’opera segna il naturale proseguimento di un’attività espositiva che ha riscosso un notevole successo di pubblico e critica. Si è appena conclusa, infatti, la sezione dedicata a “Peste e cronaca nera”, che ha permesso ai visitatori di immergersi nelle cronache seicentesche di Giovanni Maria Marusig, tra resoconti epidemiologici e dettagliate narrazioni della vita quotidiana goriziana del XVII secolo.
L’opera che verrà presentata al pubblico il 30 gennaio è un taccuino risalente al periodo 1498-1500, scritto in volgare con grafia mercantesca. Il "De ludo scachorum" oltre a essere manuale tecnico è anche un reperto fondamentale per comprendere l’evoluzione del pensiero rinascimentale.
Il manoscritto si compone di 48 carte e contiene 114 posizioni scacchistiche (i cosiddetti “partiti”), illustrate con disegni di pezzi rossi e neri. La particolarità dell’opera risiede nella sua modernità: 26 di questi diagrammi mostrano infatti il passaggio al nuovo modo di giocare “a la rabiosa”, ovvero con le regole moderne che stavano prendendo piede proprio alla fine del Quattrocento.
L’autore, Luca Pacioli (1446/48-1517), fu una figura cardine del Rinascimento: frate francescano e matematico eccelso, collaborò con geni del calibro di Leonardo da Vinci e fu il primo a codificare il sistema della partita doppia in contabilità. Sebbene in passato si sia ipotizzato un intervento diretto di Leonardo nei disegni degli schemi di gioco, studi autorevoli hanno poi confermato che l’intero manoscritto è frutto della mano di Pacioli, rendendolo una testimonianza ancora più intima e diretta del suo metodo di lavoro e della sua passione per la divulgazione del sapere.
“Con questa nuova esposizione lo Smart Space della Fondazione Carigo si conferma un polo di divulgazione culturale di primo piano per il territorio – ha dichiarato la Presidente della Fondazione Carigo Roberta Demartin – Questa sinergia tra enti, custodi della memoria comune, è fondamentale per valorizzare la nostra storia e l’identità isontina. Ringrazio sentitamente la Fondazione Palazzo Coronini Cronberg per la disponibilità di questo prezioso manoscritto: collaborare significa offrire alla comunità chiavi di lettura nuove e di eccellenza, rendendo i tesori d'archivio un patrimonio vivo e accessibile a tutti i visitatori”.
Il direttore della Fondazione Coronini, Claudio Polverino, esprime la sua soddisfazione per questa nuova collaborazione tra le due istituzioni, incentrata sulla valorizzazione di una delle opere più preziose del ricco patrimonio lasciato dal conte Guglielmo.
La nuova esposizione dedicata a Luca Pacioli aprirà ufficialmente i battenti sabato 31 gennaio 2026 nello Smart Space della Fondazione Carigo. L'opera sarà integrata nel percorso multimediale della mostra permanente, offrendo ai visitatori l'opportunità unica di ammirare da vicino un codice che unisce rigore matematico e diletto cortese.
Smart Space - Sala espositiva Fondazione Carigo
via Carducci, 2 - Gorizia
È consigliata la prenotazione.
Ingresso gratuito!
L’arrivo di quest’opera segna il naturale proseguimento di un’attività espositiva che ha riscosso un notevole successo di pubblico e critica. Si è appena conclusa, infatti, la sezione dedicata a “Peste e cronaca nera”, che ha permesso ai visitatori di immergersi nelle cronache seicentesche di Giovanni Maria Marusig, tra resoconti epidemiologici e dettagliate narrazioni della vita quotidiana goriziana del XVII secolo.
L’opera che verrà presentata al pubblico il 30 gennaio è un taccuino risalente al periodo 1498-1500, scritto in volgare con grafia mercantesca. Il "De ludo scachorum" oltre a essere manuale tecnico è anche un reperto fondamentale per comprendere l’evoluzione del pensiero rinascimentale.
Il manoscritto si compone di 48 carte e contiene 114 posizioni scacchistiche (i cosiddetti “partiti”), illustrate con disegni di pezzi rossi e neri. La particolarità dell’opera risiede nella sua modernità: 26 di questi diagrammi mostrano infatti il passaggio al nuovo modo di giocare “a la rabiosa”, ovvero con le regole moderne che stavano prendendo piede proprio alla fine del Quattrocento.
L’autore, Luca Pacioli (1446/48-1517), fu una figura cardine del Rinascimento: frate francescano e matematico eccelso, collaborò con geni del calibro di Leonardo da Vinci e fu il primo a codificare il sistema della partita doppia in contabilità. Sebbene in passato si sia ipotizzato un intervento diretto di Leonardo nei disegni degli schemi di gioco, studi autorevoli hanno poi confermato che l’intero manoscritto è frutto della mano di Pacioli, rendendolo una testimonianza ancora più intima e diretta del suo metodo di lavoro e della sua passione per la divulgazione del sapere.
“Con questa nuova esposizione lo Smart Space della Fondazione Carigo si conferma un polo di divulgazione culturale di primo piano per il territorio – ha dichiarato la Presidente della Fondazione Carigo Roberta Demartin – Questa sinergia tra enti, custodi della memoria comune, è fondamentale per valorizzare la nostra storia e l’identità isontina. Ringrazio sentitamente la Fondazione Palazzo Coronini Cronberg per la disponibilità di questo prezioso manoscritto: collaborare significa offrire alla comunità chiavi di lettura nuove e di eccellenza, rendendo i tesori d'archivio un patrimonio vivo e accessibile a tutti i visitatori”.
Il direttore della Fondazione Coronini, Claudio Polverino, esprime la sua soddisfazione per questa nuova collaborazione tra le due istituzioni, incentrata sulla valorizzazione di una delle opere più preziose del ricco patrimonio lasciato dal conte Guglielmo.
La nuova esposizione dedicata a Luca Pacioli aprirà ufficialmente i battenti sabato 31 gennaio 2026 nello Smart Space della Fondazione Carigo. L'opera sarà integrata nel percorso multimediale della mostra permanente, offrendo ai visitatori l'opportunità unica di ammirare da vicino un codice che unisce rigore matematico e diletto cortese.
Smart Space - Sala espositiva Fondazione Carigo
via Carducci, 2 - Gorizia
È consigliata la prenotazione.
Ingresso gratuito!