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(1705 – 1780)

Rappresentante di quella tendenza goriziano-carniolina della pittura del Settecento a Gorizia e dintorni insieme ad altri pittori come Antonio Paroli e Anton Cebej. L’avvicinamento del Lichtenreiter al pittoricismo fortemente chiaroscurato dei tenebrosi, conferma un percorso non diverso da quello di alcuni artisti bavaresi della generazione precedente che hanno costituito per il passaviense un punto di riferimento negli anni della formazione.
Ricorda Walter Klainischek come l’ambiente artistico ed editoriale del Settecento ad Augsburg avrebbero potuto costituire una tappa intermedia del viaggio in cerca di nuove committenze che portarono l’artista da Passau a Gorizia, dopo il 1662. In questa città il pittore, seppur attardato su modelli seicenteschi, incontrò i favori della famiglia Attems che in pieno Settecento guardava ancora a modelli veneti e napoletani del secolo precedente
Si tratta di tre tele di soggetto biblico Giuditta e Oloferne, Sansone e i Filistei e Davide e Golia, segnate sull’Elenco degli oggetti di Giov. Cossar famiglia depositati nel Museo della Redenzione, 23 dicembre 1924 come opere di “Gio. Mich. Lichtenreiter” e provenienti dal patrimonio degli Attems. La Giuditta e Oloferne, come le altre due tele, va riferita agli anni iniziali della produzione goriziana, fra il 1735 e il 1745. Particolarmente evidente in queste opere è l’adesione ai modelli della corrente seicentesca dei pittori tenebrosi.
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Giuditta e Oloferne
Sansone e i Filistei
Davide e Golia