cerca
Social
(Vicenza 1483/88 – notizie fino al 1548)
Nato probabilmente a Vicenza da una famiglia di origine friulana, apprese i primi rudimenti dal padre, pittore documentato a Vicenza dal 1476 al 1496. 
Operò come pittore e incisore a Venezia e in seguito a Pordenone. 
Nel 1526, accusato insieme al fratello di omicidio, fuggì a Trento dove trovò forzato rifugio per oltre vent’anni. L’opera dell’artista in questa città è attestata nelle sale terrene di Palazzo Sardigna e su parte della facciata di Casa Camuffi, in piazza Duomo. 

Fogolino a lungo operò al servizio del Principe Vescovo di Cles, non solo nella sede del Buonconsiglio ma anche in molte delle proprietà vescovili situate nei centri più periferici.
Contribuì, grazie ad una particolare predisposizione ad assimilare svariati linguaggi pittorici, all’affermazione della pittura rinascimentale in Trentino.
Le quattro tavole lignee (di cui due dipinte su entrambi i lati), raffiguranti scene del vecchio e nuovo testamento, sono datate al 1548. 
Le opere, appartenute alle baronesse Lantieri di Gorizia, facevano parte di un altare a sportelle o Flügelaltar della cappella del Castello di Riffembergo. Tale tipologia di altare era ben nota al Fogolino per i suoi rapporti con l’Alto Adige e la cultura tedesca. 
Altre due raffiguranti Il sacrificio di Isacco a la Crocifissione appartengono ai Musei Provinciali di Gorizia e provengono con buona probabilità dal medesimo altare. 

Durante il soggiorno trentino, il maestro aveva una numerosa bottega dove collaboravano maestri italiani e tedeschi; comune fra di loro era il ricorso a modelli incisori per la composizione di dipinti. Secondo studi recenti, le numerose differenze tecnico stilistiche così evidenti nelle opere della Fondazione confermerebbero, durante la loro esecuzione, la partecipazione attiva di un altro pittore, forse tedesco, nella bottega del Fogolino.
Un attento restauro ha restituito i pannelli ad una corretta e piacevole leggibilità.
  Invia
  Stampa

_
_
_
_
_