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Artista di cui si hanno scarse notizie, sappiamo che fu attivo in Svizzera e in Polonia nell’ottavo decennio del Settecento.
I dipinti, acquisiti dalla Fondazione nel 2001, furono realizzati su precise indicazioni di Ferdinando Filippo conte di Harsch. Quest’ultimo, in veste di ministro plenipotenziario asburgico, aveva rivestito un ruolo di primo piano in seno alla commissione incaricata della definizione dei confini fra la Repubblica di Venezia e i domini austriaci. I lavori della commissione, iniziati nel 1750, si protrassero fino al 1756 per concludersi l’anno successivo con la posa dei cippi confinari. L’impegno di Harsch nella soluzione della spinosa questione dei limiti territoriali tra le due potenze, rimasta insoluta dal lontano Cinquecento, quando la Contea di Gorizia era entrata a far parte dei domini ereditari degli Asburgo, trova una eccezionale documentazione iconografica nelle due tele di Simeon Goldmann, che costituiscono il primo, nonché unico tentativo di ricostruzione dell’immagine del territorio goriziano dopo la soppressione del Patriarcato di Aquileia a partire da una concreta determinazione dei confini.
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Veduta della Conca di Plezzo
Veduta della pianura del Friuli austriaco e veneto da Gorizia al mare