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E’ nato a Gradisca d’Isonzo (Gorizia) il 18 aprile 1889.
Ha studiato e vissuto a Gorizia sino al 1928, anno in cui si è trasferito a Torino dove è vissuto sino alla sua morte avvenuta nel 1958.
La curiosità e la fantasia hanno portato l’artista ad aggiornarsi e confrontarsi con sempre nuovi modi figurativi e per questo, oggi, è unanimemente considerato uno degli artisti italiani più originali ed interessanti della prima metà del Novecento, ma solo pochi critici e collezionisti hanno saputo riconoscere il valore della sua opera mentre era in vita. Uomo tormentato ed impulsivo, perennemente inquieto, Spazzapan era infatti tanto preso dalla sua pittura e dall’ansia di dare libero sfogo alla creazione da non badare affatto alla promozione del suo lavoro.
Tra le molteplici iniziative di promozione culturale, poste in essere dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, spicca l’acquisizione nel 1999 e la conseguente possibilità di fruizione, delle opere del pittore Luigi Spazzapan (1889 - 1958) appartenute ad uno dei suoi più importanti collezionisti, l’avvocato Eugenio Giletti di Torino. 

Vennero così riportate nella città natale dell’artista ben ottantasette opere, alcune delle quali considerate degli apici dal punto di vista qualitativo: Arlecchini bianchi (1934, tempera su cartone), Nebbia sotto i bombardamenti (1942, tempera su cartone), Ritratto di Valeria (1950, tempera su cartone). La Collezione, già appartenente alla Cassa di Risparmio di Gorizia, si trova allocata presso la Galleria Spazzapan di Gradisca d’Isonzo – inaugurata il 15 gennaio 1977 – ed alla cui gestione partecipa anche la Fondazione, unitamente al Comune di Gradisca ed alla Provincia di Gorizia, cui le opere sono affidate in comodato gratuito.

L’intero corpus formato da chine, tempere, oli e due sculture offre una visione globale dell’attività dell’artista e ne illustra il percorso evolutivo, dai primissimi anni ‘30 al 1957.
Molti sono i richiami alla cultura dell’espressionismo e del primo e secondo futurismo – particolarmente evidenti nel periodo di formazione – e che ritroviamo nel corso della sua produzione artistica, insieme ad altre tendenze derivanti dalla pittura francese, dall’impressionismo a Matisse, sino alle ultime figurazioni astratte informali. Su tutto domina la personalità e l’assoluta originalità dell’artista. L’attualità della sua arte, sempre attenta a registrare flussi di intensità visiva ed emotiva, si è mossa tra realtà e finzione lungo l’intero arco del suo manifestarsi.

"In tutto egli ricerca l’armonia musicale della linea, l’accordo perfetto nell’equilibrio della composizione, la eleganza suprema in ogni minima nota, la quale ultima eleganza non è da confondersi per nulla con la svenevolezza cincischiante di certi disegni alla mala moda, ma è fatta dall’intuito sensibilissimo, che qualsiasi cosa possiede la sua propria bellezza di forma e debba essere ritrovata la legge che la governa." 
Con queste parole il critico Antonio Morassi descriveva l’emozione provata difronte ai disegni dell’artista, esposti a Gorizia nel 1924.
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