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Lodovico Mischou (Gorizia 1923 - 2000)

Noto cultore della storia e delle tradizioni goriziane, Lodovico Mischou, in oltre mezzo secolo di appassionato impegno e sapiente selezione, raccolse innumerevoli documenti e materiali di interesse storico – artistico. 
Un’ampia collezione che arricchì in seguito ereditando il patrimonio della gioielleria Fuchs, diventando particolarmente esperto nel campo del gioiello popolare e ottocentesco. 

Promotore di importanti iniziative tese a rivalutare le tradizioni locali, era conosciuto come la “memoria storica” della città. 
La Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, sempre sensibile agli interventi di salvaguardia, conservazione e valorizzazione dei beni culturali locali, per evitare che un simile patrimonio storico artistico andasse disperso, ha acquisito dagli eredi alcune delle collezioni più importanti comprendenti monete romane e patriarcali, gioielli, cartoline, fotografie, santini e armi bianche.

La raccolta di cartoline
Significativamente pregevole e ampia, la collezione di cartoline permette di indagare la realtà urbana di Gorizia e del territorio circostante a partire dalla fine del secolo XIX fino quasi ai nostri giorni. A scorrere questi esemplari, per buona parte “viaggiati”, si incontrano luoghi e angoli della città ormai spariti, ma anche vie e piazze che hanno mantenuto la loro fisionomia, insieme a palazzi e ville, scorci e monumenti che non sono sensibilmente diversi da come si presentavano un secolo fa, non essendo state apportate, nel frattempo, significative modifiche al loro aspetto e al contesto urbanistico. 

Un progetto di catalogazione affidato a due studiose, Simonetta Brazza ed Elena Vidoz, ha inteso valorizzare questo materiale mediante la scansione delle immagini e il successivo inserimento dei dati ai fini di un apposito archivio informatico.

Gorizia a passeggio: le vie, i luoghi, le persone nelle cartoline della collezione Mischou
Lo studio di alcune cartoline – selezionate per il loro valore documentario – ha permesso di realizzare una pubblicazione a carattere annuale contenente esemplari da collezione.
Il fascicolo, dall’elegante veste grafica, è dedicato al tema della passeggiata e della sosta in città con alcune vedute urbane – tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del secolo successivo – dove le vie le piazze e i giardini diventano luoghi di transito e di relazione. 

Privilegiando le immagini poco o affatto conosciute della collezione, la selezione ha premiato luoghi come il Corso, la piazza Vittoria e la via Carducci, che tradizionalmente i Goriziani frequentavano per le loro uscite a piedi.
Un prezioso momento di riflessione storica sul nostro passato, di cui abbiamo cercato di inseguire le tracce, lasciando poi al lettore la curiosità di approfondirlo.

Gioielli goriziani
La raccolta è costituita da settantaquattro monili – spille, orecchini, anelli, medaglioni portaritratti, spilloni da bavero – particolarmente interessanti perchè quasi tutti di manifattura locale del XIX secolo, con alcune pregevoli eccezioni del primo Novecento. 

Notevoli sono soprattutto gli orecchini con pendenti e le spille della seconda metà dell’Ottocento che, pur nella varietà delle fogge, riflettono il gusto per le forme tondeggianti e voluminose tipiche del Biedermeier austriaco. Vistosi, leggerissimi e lucenti, questi gioielli venivano realizzati con lamina d’oro lavorata a stampo e testimoniano l’evolversi dell’arte orafa goriziana nel corso di quasi un secolo.


Raccolta numismatica
La collezione numismatica comprende due distinte sezioni: le monete romane e quelle del Patriarcato di Aquileia. 
La prima è formata da seicentosessantuno esemplari del periodo imperiale emessi a partire dalla riforma di Diocleziano (fine del III secolo d.C.) fino all’epoca della dinastia Costantiniana (IV secolo d.C.). Prevalgono i “follis”, una nuova moneta di bronzo contenente una piccola percentuale d’argento, introdotta con la riforma sopra citata. 

La sezione relativa alle monete del Patriarcato di Aquileia presenta, invece, sessantatre esemplari, tra cui spiccano due denari del patriarca Volchero di grande rarità, venti denari scodellati, due rarissimi mezzi denari del patriarca Bertrando e ben sei degli introvabili denari piccoli.

Armi bianche
La raccolta di armi bianche di varie epoche, costituita da oltre centoquaranta pezzi, si distingue per la varietà e la ricchezza delle tipologie. Ben rappresentata è la categoria delle sciabole dell’Ottocento comprendente esemplari in dotazione agli ufficiali della fanteria degli Stati preunitari, sciabole da truppa di cavalleria, da ufficiali degli Ussari, da ufficiali della marina austriaca e sciabole di rappresentanza.