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La Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia è la continuazione ideale della Cassa di Risparmio di Gorizia, ente pubblico economico fondato nel 1831 dal Conte Giuseppe della Torre, e trae origine dal conferimento dell’azienda bancaria nella Cassa di Risparmio di Gorizia S.p.A. attuato nel giugno 1992 ai sensi della legge "Amato".

Nel dicembre del 1998, in attuazione di un progetto di dismissioni approvato dal Ministero del Tesoro nell'ambito della Direttiva "Dini", il controllo dell'azienda bancaria è stato ceduto al Gruppo Casse Venete, successivamente trasformatosi in Gruppo Cardine, a sua volta, dal 1° giugno 2002, incorporato nella holding SanPaolo Imi, divenuta Intesa Sanpaolo in seguito alla fusione con il Gruppo Banca Intesa, di cui la Fondazione detiene la partecipazione dello 0,28% del capitale.

Il 1° dicembre 2003 inoltre, la Cassa di Risparmio di Gorizia S.p.A. si è fusa con la Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone S.p.A. dando origine a FRIULCASSA Cassa di Risparmio Regionale S.p.A., che ha assunto successivamente l’attuale denominazione di Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia S.p.A.

La Fondazione, con sede a Gorizia in Via Carducci, 2, è attualmente regolata dal nuovo statuto approvato dal Ministero del Tesoro il 22 aprile 2005 e successive modificazioni, che dà attuazione all’aggiornamento introdotto alla Legge di riforma delle Fondazioni di origine bancaria (L. 461/98 e D.Lgs. 153/99) dall’art. 11 della Legge n. 448/01 e dal relativo Regolamento attuativo n. 150 del 18 aprile 2004. Organi della Fondazione sono il Consiglio di Indirizzo, il Consiglio di Amministrazione ed il Collegio dei Sindaci.

Nella continuità degli scopi originari e confermando la propria attenzione al territorio nel quale ha operato la Cassa di Risparmio di Gorizia, la Fondazione persegue scopi di utilità sociale e di promozione dello sviluppo economico operando negli specifici settori di intervento individuati anno per anno dal Documento Programmatico Previsionale per l’esercizio successivo e richiamati dall’apposito Regolamento per il perseguimento dei fini istituzionali.

Si tratta dei settori dell’arte, attività e beni culturali, dell’educazione, istruzione e formazione, della salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa, dello sviluppo locale ed edilizia popolare locale, del volontariato, filantropia e beneficenza, della ricerca scientifica e tecnologica, della crescita e formazione giovanile, della protezione e qualità ambientale.

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