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17 giugno 2009

Gli aperitivi musicali di “Quegli anni Cinquanta”: Flamenco, ritmi tropicali, i suoni dell’esilio e il Cafe’ chantant. Ogni giovedi’, dal 18 giugno “Le Note dell’Arte”, quattro appuntamenti a Palazzo Della Torre, con percorsi e contaminazioni fra arte, musica, e sonorita’ della tradizione a cura del Circolo Controtempo

Gorizia si arricchisce di una nuova e suggestiva proposta la grande mostra “Quegli anni Cinquanta. Collezioni pubbliche e private a Trieste e Gorizia”, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia negli spazi espositivi di Palazzo Della Torre, dove, per la prima volta in un unico allestimento, fino al 12 luglio 2009 restano visitabili le opere appartenenti a due collezioni pubbliche – quelle dell’Università degli Studi di Trieste e del Civico Museo Revoltella di Trieste – e ad una privata, la collezione Eugenio Giletti dedicata all’artista Luigi Spazzapan, oggi di proprietà della Fondazione Carigo. (Ingresso gratuito da martedì a venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19, sabato e domenica con orario continuato 10/19,info www.fondazionecarigo.it - tel. 0481. 537111).
Da giovedì 18 giugno, nell’arco di quattro settimane, la Fondazione Carigo propone, collateralmente alla mostra, “Le Note dell’Arte”, un ciclo di incontri musicali, a cura del Circolo Controtempo, che troverà ideale location proprio nella sala espositiva di Palazzo Della Torre, dove sono esposte un centinaio di prestigiose opere di maestri della scena artistica moderna e contemporanea: da Luigi Spazzapan al Gruppo degli Otto, da Afro ad Antonio Corpora, Mattia Moreni, Giuseppe Santomaso ed Emilio Vedova, da Felice Castrati ad Antonio Donghi, Carlo Sbisà, Mino Maccari, Marcello Mascherini, Domenico Cantatore ed Enrico Prampolini.
Da giovedì 18 giugno fino a giovedì 16 luglio, dunque, “Quegli anni Cinquanta” si apre ad un vivacissimo “poker di aperitivi musicali” che accompagneranno il pubblico della mostra alla scoperta dei tesori della pittura italiana anni Cinquanta, in una feconda contaminazione fra arte, musica e sonorità della tradizione. Ingresso libero, e aperto alla città.

Si parte giovedì 18 giugno, alle 18.30, con FLAMENCO SKETCHES, un concerto per doppia chitarra chesi ispira alla forma e allo spirito del flamenco, nell’intenso dialogo strumentale fra i due musicisti, Paolo Dal Sacco e Denis Biason. Ma il riferimento al flamenco non è che il punto di partenza - fra vitalità ritmica e improvvisazione melodica - per una esplorazione più vasta imperniata sul duo di chitarre. Il repertorio, infatti, spazia fra esecuzioni arrangiate di Paco De Lucia, Chick Corea, riletture di composizioni chitarristiche di Al di Meola, John McLaughlin e Pat Metheny, il tutto filtrato attraverso le esperienze jazzistiche e classiche dei due chitarristi.
Giovedì 25 giugno, sempre alle 18.30, spazio alla verve carismatica dell’artista brasiliana Denise Dantas: insieme alla cantante i musicistiEgon Bostjancic, chitarra e voce, Roberto Franceschini, contrabbasso e Marco Germini, pianoforte, riuniti appunto nel DENISE DANTAS QUARTET. I concerti di Denise Dantas, impegnata dalla classica divulgazione del repertorio musicale tropicalista alle sperimentazioni con la musica balcanica e il jazz, sono veri e propri spettacoli, intessuti nel dialogo costante con il pubblico, e in un autentico scambio culturale. L’artista traduce gli aspetti più salienti e poetici dei vari brani, si sofferma e ne analizza ritmi e sonorità, offrendo con grande generosità il sentimento e l’amore per la sua terra e per la musica.
Giovedì 2 luglio, alle 18.30 riflettori su KARINA OGANJAN - ANNA GARANO - BLAZ CELAREC “La vita è alrove”, la performance del trio formato da Karina Oganjan voce, Anna Garano chitarra, Blaz Celarec percussioni e clarinetto. Il gruppo nasce dall'incontro tra la cantante di origini armene Karina Oganjan, la chitarrista triestina (classica e flamenco) Anna Garano e il percussionista e clarinettista sloveno Blaz Celarec. "La vita è altrove" è un percorso musicale che dà voce a popoli la cui storia è stata segnata dall'esilio, dalla nostalgia per un altrove reale o immaginario. Le tre straordinarie tradizioni musicali rivivono attraverso arrangiamenti originali nei quali confluiscono i diversi background musicali dei componenti del gruppo; le musiche armena, ebraica e gitano-andalusa si alternano aprendosi talvolta al dialogo e alla “contaminazione” reciproci, in una sorta di simbolica accoglienza del destino dell’altro.
 
A suggellare gli “Aperitivi musicali” di Quegli anni Cinquanta sarà, giovedì 16 luglio (ore 18.30), l’imperdibile omaggio al CAFFE’ CHANTANT, con l’attrice Marzia Postogna accompagnata alla chitarra da Eduardo Contizanetti. In programma i classici della canzone francese, il meglio di Edith Piaf, di Kurt Weil e di Bertold Brecht, il tutto arrangiato per l'occasione, con un tocco del fascino dello stile “manouche”. Il suggestivo repertorio è caratterizzato da una forte teatralità, con una interpretazione vocale dove le atmosfere sentimentali parigine, le ambientazioni dei racconti, che i poetici testi di queste canzoni evocano, sono affini.