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23 marzo 2009 -

Venerdì 27 marzo 2009 alle ore 12.00 si terrà presso la Sala Della Torre la conferenza stampa di presentazione della mostra "QUEGLI ANNI 50 collezioni pubbliche e private a Trieste e Gorizia", un percorso nella pittura degli anni ’50 attraverso la collezione dell’Università degli Studi di Trieste, la collezione del Civico Museo Revoltella di Trieste e la collezione Eugenio Giletti, oggi di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia. La mostra sarà visitabile dal 3 aprile al 12 luglio 2009 presso la Sala espositiva in via Carducci n. 2 a Gorizia. 

Cento opere per un percorso nella pittura degli anni ’50 attraverso la collezione dell’Università degli Studi di Trieste, la collezione del Civico Museo Revoltella di Trieste e la collezione Eugenio Giletti, oggi di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia.
Una “mostra nella mostra” che guarda alla rassegna d’arte italiana contemporanea ideata e realizzata a Trieste nel 1953 dall’Ateneo triestino e riproposta lo scorso anno dall’Università degli Studi di Trieste in collaborazione con la Soprintendenza Beni APPSAE del Friuli Venezia Giulia, il Comune di Trieste, il Civico Museo Revoltella e la Fondazione CRTrieste.
Sullo sfondo “quegli anni ’50”, frenetico periodo durante il quale all’incalzante ricostruzione economica del paese si affianca vivacemente anche quella culturale e la pittura si fa materia dinamica di sperimentazione e confronto.
Le prime tre Biennali di Venezia del dopoguerra testimoniano lo spirito dei tempi e la mostra allestita a Trieste nel 1953, quando la città è ancora separata dal territorio nazionale, diventa esempio di lungimiranza culturale e politica.
“Quegli anni ‘50”, la mise en abyme, come avrebbe chiamato Andrè Gide l’esposizione, è pienamente valorizzata da questo coinvolgente intreccio di corrispondenze dal quale emerge e campeggia il grande critico d’arte Lionello Venturi la cui estetica, da Luigi Spazzapan al Gruppo degli Otto, è sempre presente.
In mostra, oltre ad Afro, Corpora, Moreni, Santomaso e Vedova, membri dello storico gruppo, sono rappresentate tutte le espressioni artistiche di quel periodo, da Casorati a Spazzapan, da Donghi a Sbisà, da Maccari a Mascherini, da Cantatore a Prampolini in un avvincente itinerario di materia e colore.
La collettiva diviene in tal modo un’occasione per riflettere sull’arte moderna in un confronto virtuale con il postmoderno, una considerazione sulla possibilità di formulare un giudizio critico che non sia soltanto quello dettato dal mercato e per valutare infine se la capacità di “durare nel tempo” sia tuttora un valido criterio per stabilire quando un’opera può essere considerata opera d’arte.
In passato re, principi e papi, dai Medici ai Gonzaga, da Francesco I al cardinal Del Monte, tentarono di vincere il tempo diventando potenti mecenati e grandi collezionisti.
Nella società attuale questa preziosa eredità è stata raccolta da Musei, Università e Fondazioni, i “moderni mecenati” che operano oggi in funzione di un’offerta culturale sempre più profonda, diffusa e continuativa.


"QUEGLI ANNI 50 collezioni pubbliche e private a Trieste e Gorizia"

03 aprile 2009 - 12 luglio 2009

Sala Espositiva della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia
Palazzo Della Torre - Via Carducci 2 - Gorizia

orari della mostra: da martedì a venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19
                            sabato e domenica dalle 10 alle 19
                            chiuso lunedì
ingresso gratuito