E' questo il titolo della mostra che verrà inaugurata sabato 4 ottobre alle ore 17 e 30 nella Sala espositiva della Fondazione CaRiGo in via Carducci n.2.
La mostra, curata da Edda Serra e Luigi Reitani, si inquadra nell'ampia proposta culturale dell' Invisibile é in Friuli Venezia Giulia, Percorsi attraverso un paesaggio, con giornate internazionali tutte dedicate a Peter Waterhaus per onorarlo nella sua statura di poeta e di uomo di cultura.
Peter Waterhaus è anche traduttore in tedesco di autori italiani del Novecento, e tra questi Biagio Marin con una antologia che raccoglie poesie del Vento de l' eterno se fa teso, El critoleo del corpo fracassao, litanie per la morte di Pier Paolo Pasolini, In memoria; l' antologia nei paesi di lingua tedesca è leggibile nelle edizioni di Urs Engeler, intitolata appunto El vento de l' eterno se fa teso.
La mostra assume particolare rilievo in quanto permette il contatto diretto con numerosi documenti dell' Archivio Marin di proprietà della Fondazione CaRiGo. Se la poesia ha un fascino come prodotto finito, che rimanda a valori di umanità irrinunciabili, più affascinante ancora, per studiosi ma anche per curiosi, è vedere la nascita di un testo mariniano nelle sue fasi, dalla prima stesura manoscritta alla trascrizione dattilografica, alla redazione editoriale, alla traduzione, a sua volta costretta a passaggi di “laboratorio” poetico, attraverso le quali in questo caso, un altro poeta ricrea in un' altra lingua la poeticità ed il messaggio del testo originale.
Il percorso espositivo ha completezza da un lato con la presentazione delle carte di Peter Waterhaus preparatorie della traduzione dei testi di Marin e con un excursus davvero ricco delle altre sue opere, dall' altro con la presentazione di alcune delle tavole di Francesco Dessanti, autore dell' antologia Biagio Marin, E son cressuo cussì l' anema in sghembo, che dei versi di Marin dà per sonale trascrizione, interpretazionegrafica e pittorica. Le tavole sono del Centro Studi Biagio Marin, le foto dell' Archivio Marocco di Grado.
La mostra si presenta come occasione da non perdere, per più motivi, sia perchè ci avvicina alla scrittura di Marin di testi poetici ben noti degli anni '50 ma anche di pagine in prosa, come quelle dedicate a Carlotta e a Massimiliano d' Asburgo, a Fulvio Tomizza e a Claudio Magris, sia perchè attraverso gli altri documenti esposti ci dà la misura e la qualità del lavoro fatto da Peter Waterhaus, che nel suo soggiorno gradese aveva avuto vicino la moglie Maria Fehringer e Riccardo Caldura.
Di fatto i documenti mariniani esposti godono della fortunata coincidenza dell' uscita del volume Paesaggi, storia e memoria che il Centro Studi per valorizzare l'archivio ha pubblicato come Supplemento al n.12 di Studi Mariniani, ricordando che delle pagine rare ed inedite di Biagio Marin di proprietà della Fondazione è già stato pubblicato nel dicembre scorso il volume Autoritratti e impegno civile, Supplemento al n.11 dello stesso periodico.
La mostra è il risultato di sinergie culturali che a loro volta hanno sostegno prezioso in più riprese nella Fondazione CaRigo, presenza indispensabile per dare volto e crescita alle imprese avviate ed alla nostra cultura, e in questa mostra è protagonista.
La mostra rimarrà aperta dal 06 al 17 ottobre dal lunedì al venerdì dalle 08,15 alle 13,15 con ingresso libero.